Dal Corriere di Firenze, 26 maggio 2006 prima pagina del quotidiano:
CALCIO STORICO, NO AI VIOLENTI
Una perizia della procura per individuarli da filmati tv
Il TAR giudica i provvedimenti Daspo inapplicabili per eventi storico-rievocativi
FIRENZE – Il procuratore Ubaldo Nannucci ha disposto una perizia tecnica sui filmati tv per stabilire chi siano i “picchiatori” del Calcio storico. Una perizia sui match dell’anno passato, che potrebbe portare a una serie di informazioni di garanzia. In particolare sarebbe una partita – quella tra Bianchi e Verdi – quella definita più violenta: otto calcianti finirono in ospedale, uno con la frattura della mandibola. Un incontro dove, a tratti, si sfiorò la rissa e che molti definirono “una mattanza”. Proprio riguardo a quel confronto sembra che una madre dei feriti avesse presentato un esposto in procura, di cui lo stesso Nannucci non avrebbe esitato ad occuparsi personalmente, disponendo, appunto, la perizia tecnica, che sarebbe ormai giunta a conclusione. Questa perizia sui filmati tv arriva all’indomani d’una recente sentenza del Tar, che vede i provvedimenti Daspo relativi a sportivi violenti nell’ambito di manifestazioni sportive, non applicabili al Calcio storico, definito un evento storico-rievocativo. Si capisce, quindi, l’interesse del procuratore nell’individuare i calcianti più violenti.
E ancora a pagina 13 dello stesso quotidiano Stefania Guernieri scrive:
CALCIO STORICO, CACCIA AI VIOLENTI
Il procuratore affida una perizia tecnica sui filmati tv
Intanto il TAR giudica inapplicabili i provvedimenti Daspo per eventi non sportivi ma rievocativi
FIRENZE – Una perizia per stabilire chi siano i “picchiatori” del Calcio storico fiorentino potrebbe portare a una serie di informazioni di garanzia. A disporla – sulle registrazioni televisive effettuate nel corso del torneo in costume dell’anno passato e, pare, dopo un esposto presentato dalla madre di un calciante rimasto ferito – è stato il procuratore Ubaldo Nannucci in persona. Proprio in questo torneo, una partita – quella tra Bianchi e Verdi – sarebbe stata particolarmente violenta. Furono ben otto i calcianti finiti in ospedale. Tra loro, uno riportò anche la frattura della mandibola. Un incontro dove, a tratti, si sfiorò la rissa e che molti non esitarono a definire “una mattanza”. Un match che si concluse al 38° minuto con l’abbandono dei Bianchi. Proprio riguardo a quel confronto, non molto tempo dopo, sembra che una madre dei ragazzi feriti abbia presentato un esposto in procura, di cui lo stesso Nannucci non avrebbe esitato ad occuparsi personalmente. Sulla base dell’esposto della donna, in cui sarebbe stata denunciata la violenza di quell’incontro di calcio storico, già lo scorso novembre il procuratore aveva affidato un perizia ad alcuni tecnici per appurare, dopo un’accurata visione delle registrazioni tv, chi fossero gli autori dei pestaggi, i cosiddetti “picchiatori”. Una perizia che sarebbe ormai giunta a conclusione, non escludendo l’ipotesi che possono essere notificate alcune informazioni di garanzia a una ventina di persone. Un’ipotesi che fra l’altro farebbe temere per il regolare avvio del prossimo ed imminente torneo di Calcio in costume: il primo incontro è fissato per l’11 giugno, tra Azzurri e Bianchi, il secondo, Rossi e Verdi, il 18. e il gran finale per San Giovanni, il 24 giugno dello stesso mese.
La perizia sui filmati televisivi viene praticamente all’indomani d’una recente sentenza del Tar, che vuole i provvedimenti Daspo, relativi a sportivi e tifosi violenti non applicabili al Calcio storico. La sentenza, dei primi di maggio, ha infatti annullato un dispositivo della prefettura emesso nei confronti di alcuni calcianti. I giudici del tribunale amministrativo hanno però stabilito che il Daspo venga applicato a quanti abbiano partecipato a episodi violenti nell’ambito di manifestazioni previste dalle federazioni sportive o da enti comunque riconosciuti dal Coni. Non, quindi, durante manifestazioni del Calcio in costume, che di fatto rientra fra gli eventi di tipo storico-rievocativo. Facile intuire, insomma, cosa abbia spinto Nannucci a riprendere in mano la cosa. L’individuazione dei calcianti più violenti sembra insomma stare particolarmente a cuore alla procura di Firenze.